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Antonio Fini :: Blog

July 01, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/yr3Ok6XW2no/

Faccio finta di non pensare che meno di un’ora prima di esplodere tragicamente a Viareggio, quel treno era passato a poche centinaia di metri da casa mia e comunque aveva attraversato il mio quartiere chissà quante altre volte.


Ieri ho sentito in un telegiornale Roberto Vecchioni (chissà cosa c’entrava..) dire che c’è stata anche sfortuna perché quel treno avrà attraversato centinaia di chilometri di campagna poco abitata ed è andato a esplodere proprio lì, in una zona urbana.


A parte che si può credere o meno alla sfortuna, di "campagna disabitata" in Italia, caro Vecchioni, ce n’è ben poca! Basta percorrere una qualsiasi autostrada o guardare dal finestrino del treno per vedere case, case, case…


In un paese così densamente abitato come l’Italia, la sicurezza dei trasporti e delle abitazioni dovrebbe essere al primo posto. Tra l’altro il recente terremoto in Abruzzo avrebbe già dovuto far riflettere…


1246451885213_ddca2Forse è opportuno che ognuno si guardi un po’ intorno, partendo dall’ambiente in cui vive, per capire quali possono essere i rischi.


E allora mi chiedo: qui, a La Spezia, viviamo in sicurezza?


Le amministrazioni che stanno discutendo del raddoppio (per ora la Regione è contraria, ma per motivi "politici") del gassificatore di Panigaglia, chi parla di "contropartite", gli ambientalisti, tutti i cittadini del Golfo hanno realizzato che il disastro di Viareggio è stato causato da una ferrocisterna contenente "solo" 30 metri cubi di gas liquido mentre qui arrivano quasi giornalmente navi metaniere da ben 65.000 metri cubi (da Wikipedia: "Il rigassificatore è rifornito da navi metaniere che attraversano il Golfo della Spezia")?


Pensiamoci bene:


30 metri cubi = catastrofe, strage, gravi danni nel raggio di 300 metri


e …65.000, ovvero una quantità più di DUEMILA VOLTE superiore?


Attenzione: anche le ferrocisterne erano "controllate" e "sicure"! Anche a Viareggio "è la prima volta che accade"!


Qui però, la prima potrebbe essere davvero l’ultima!


Chiudiamo Panigaglia, finché siamo in tempo!!!!




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June 26, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/qbggGaxXzj8/

image


Lo so che siamo ben lontani da una effettiva ed efficace traduzione automatica, però questo nuovo servizio di Google è interessante e ben fatto.


L’interfaccia di Google Translator Toolkit è simile a GoogleDocs: si ha il classico l’elenco dei documenti caricati (si può fare upload da documenti .doc, .odt, .html, .txt oppure catturare una pagina web o, novità, una voce di Wikipedia o di Knol). Una volta aperto il documento, ci si trova davanti una finestra con due riquadri: a sinistra il testo originale, a destra la traduzione già effettuata automaticamente dal volenteroso robot di Google.. -) . Il quale sa già che l’autore vorrà intervenire manualmente e si dà da fare per aiutarlo in questo compito: evidenzia ogni paragrafo consentendo la modifica in un apposito riquadro! Lo scroll tra i due riquadri è sincronizzato. I documenti in traduzione possono essere condivisi come in Docs, per tradurre collaborativamente.


Molto comodo e ben realizzato.


In definitiva si può tentare un approccio del tipo: caro Google, intanto traduci tu ..brutalmente il mio testo, poi intervengo io per raffinare il lavoro!


La traduzione è per ora soltanto dall’inglese verso molte lingue, Italiano incluso, ma non viceversa.


C’è anche il classico filmatino introduttivo:





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June 16, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/tlD74MKQX7g/

image La novità del giorno è Opera Unite!


Con Unite il browser si trasforma in un web server per condividere direttamente dal proprio PC file, foto, musica, video, chattare senza ricorrere a servizi web.


Oppure, anche solo per attaccare un post-it al frigorifero! (Attenzione: questo link funziona solo se avete installato Opera Unite e… se il mio PC è acceso -) )



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June 05, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/ZRYp72HW-O8/

Una nuova proposta di GoogleLabs fornisce finalmente un esempio di applicazione del web semantico, facile, comprensibile, alla portata di tutti.


Meglio premettere che Google Squared è ancora incompleto, poco affidabile e sicuramente con mille altri difetti.


Secondo me però riesce a rappresentare bene uno degli elementi critici del "conflitto" tra il  Web attuale e il futuro web semantico, ovvero il passaggio tra informazione non strutturata (le normali pagine web) e strutturata (tabelle, database ecc.).


Credo sia inutile dilungarsi ora sulle funzionalità di Squared.  Propongo invece un esempio per mettere a fuoco questo aspetto fondamentale.


Se provate a cercare con GoogleSquared "Roman emperors" otterrete una tabella (stile foglio elettronico) comprendente alcune colonne preimpostate tra le quali "Date of birth", "Succeeded By", "Dynasty".


image


Se invece chiedete "European rivers" otterrete una tabella diversa con le colonne "Basin countries", "Mouth", "Origin".


image


Decisamente notevole!! Squared tenta di estrapolare il significato dai dati non strutturati presenti in rete, riorganizzandoli in forma tabellare in modo automatico, selezionando le colonne (ovvero gli attributi delle informazioni) a seconda del tipo di informazione da rappresentare!


Certo, il sistema non è perfetto (come potrebbe?) ma già emergono idee per applicazioni educative.



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May 25, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/S7h-_cEtTdA/

Attendevo l’immancabile ottima sintesi di Gianni per un breve commento sullo SchoolBookCamp di Fosdinovo.


Purtroppo sono stato presente solo il venerdì pomeriggio e quindi ho solo una visione parziale dell’evento, e mi sono anche perso il "buffet di campagna" -(


La discussione non è stata facile, tra molti personalismi e divagazioni (forse inevitabili nella forma-barcamp).


Ho visto grandi editori "attendisti", quasi gattopardeschi nella loro convinzione che alla fine, comunque non cambierà nulla, e altri meno grandi, convinti invece delle "meravigliose sorti e progressive" del libro digitale. Grandi e piccoli, tuttavia, uniti da una certa paura di scomparire, esorcizzata da scaramantici scongiuri e da un atteggiamento tutto sommato conservatore rispetto al loro ruolo ("saremo più utili di prima..", "svolgiamo una funzione indispensabile..").


Tuttavia, ho sentito genitore e anche qualche insegnante dire che il libro di testo, in fondo, non è così indispensabile e che le informazioni, a ben pensarci, sono già disponibili in rete ("non compro libri da… anni").


Allora, attenzione! Se dalla liturgia scolastica si sottrae il libro di testo tradizionale, e se poi qualcuno davvero si accorge che, digitale per digitale, magari ci sono altre risorse utilizzabili, anche gratuite.. e aperte (e qualcosa già si muove in questo senso, a parte il movimento OER, proprio sul fronte dei libri di testo..), se anche la scuola imbocca la strada della disintermediazione (grazie a Giorgio Jannis che, unico, ha accennato a questo tema e pronunciato questa parola…) che è caratteristica della rete e che ha già "colpito" ben altri settori (sul tema consiglio questo bel post di Sergio Maistrello, tra i commenti ci sono anche riflessioni sul ruolo della scuola), beh allora, cari editori grandi e piccoli, la vedo dura. Temo che un PDF, un paio di link e qualche contenuto multimediale non basteranno…


Se sarà dura per gli editori, per noi insegnanti sarà forse peggio, se non impareremo presto, molto presto, a modificare il nostro ruolo.


L’e-book potrà innescare questo effetto-valanga? E potrà servire agli insegnanti per riflettere e sviluppare la consapevolezza della necesssità di un forte cambiamento?


O sarà l’ennesima occasione mancata?



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http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/hf_h-QLj7uE/

Dicono che a breve ci saranno le elezioni…


Ecco un giochino divertente, per conoscersi meglio, magari prima di ..non andare a votare -) .


Io sono posizionato così:


image


The Political Compass



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May 18, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/gBhBzfchDy0/

Stavo tenendo d’occhio da qualche mese le vicende di questo nuovo… marchingegno web, seguendo più che altro i post di Titti.


Cos’è Wolfram Alpa? Non credo si possa chiamarlo "motore di ricerca" perché le ricerche, se ho capito bene, non sono effettuate sul web ma provengono da alcuni database interni ad Alpha e da altre fonti esterne, sempre comunque esplicitate e verificabili (molto interessante..).


Ora Alpha è operativo. Ho provato giusto un attimo e ho inserito il termine di ricerca "Italia" (non so, si vede che mi sentivo patriottico..).


Il risultato sono stati tanti bei dati geografici e statistici sul nostro Paese, con tanto di posizionamento internazionale (23° per popolazione, 200° per crescita della popolazione, 19° per aspettativa di vita, ecc. ecc.).


Molto sintetico, semplice, completo.


Affidabile? Mah, qualche dubbio mi viene guardando la tabellina delle "Cultural properties". Da dove abbiano preso questa ripartizione delle "lingue" parlate nello stivale, non sono riuscito proprio a capirlo!!


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La lingua "Lombard" al 10%? Non sarà per caso un po’ leghista questo Wolfram? -)



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May 16, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/GkYf3R50m-g/

image


Dal 16 al 18 settembre si svolgerà a Salerno il VI Congresso Nazionale della SIe-L, la Società Italiana di e-Learning .


Come è ormai consuetudine, l’organizzazione propone alcuni tutorial, su temi di particolare rilevanza.


Ho l’onore di essere proprio io, insieme con Fabio Ballor, il docente incaricato di seguire il tutorial "E-learning 2.0: come usare il Web 2.0 e i social software nella didattica".


Il tutorial si svolgerà prevalentemente online, nel periodo 15 giugno - 15 luglio, per concludersi in presenza nella prima giornata del Congresso.


Beh, iscrivetevi, forza!! -)



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May 12, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/1FYlLIbAmMc/



clipped from gov.ca.gov

Governor Arnold Schwarzenegger today launched an initiative to make California the first state in the nation to offer schools free, open-source digital textbooks for high school students.











  blog it



A parte che mi fa ancora una certa impressione leggere "il Governatore Schwarzenegger" -) , pare che anche in California siano alle prese con il problema dei libri di testo e/o e-book scolastici.


Il progetto è semplice: vogliamo ridurre i costi per i libri di testo? Bene, li rendiamo digitali, gratuiti e open-source!


In linea di principio sembra un’idea ottima, che non esiterei a condividere.


Ma chi li produrrà? E chi validerà i contenuti?


Ecco l’idea del mega-Governatore:




clipped from gov.ca.gov

Secretary Thomas will work with State Superintendent of Public Instruction Jack O’Connell and State Board of Education President Ted Mitchell to develop a state approved list of standards-aligned, open-source digital textbooks for high school math and science. This list will be compiled after content developers across the country are asked to and have submitted digital material for review











  blog it



Le masse "producono" e qualcuno al centro controlla e certifica? Può funzionare? Tutto risolto in poche battute?


Non sembra proprio: il dibattito è già aperto e gli scetticismi (questo articolo contiene anche altri spunti molto interessanti sulla situazione "libri di testo" in California…) non mancano.


(via Stephen)


t of standards-aligned, open-source digital textbooks for high school math and science. This list will be compiled after content developers across the country are asked to and have submitted digital material for review





 






Le masse "producono" e qualcuno al centro controlla e certifica? Può funzionare? Tutto risolto in poche battute?
Non sembra proprio: il dibattito è già aperto e gli scetticismi (questo articolo contiene anche altri spunti molto interessanti sulla situazione "libri di testo" in California…) non mancano.
(via Stephen)
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April 29, 2009

http://feedproxy.google.com/~r/fininformatica/VQIO/~3/NM5lTc57ylA/

Da qualche giorno imperversa in vari luoghi della rete (a Gianni il merito di avere realizzato un’ottima mappa) un acceso dibattito sugli e-book scolastici.


Ho già detto la mia nel post precedente e commentando altrove (ma soprattutto qui, dove un post in particolare mi ha portato a interessarmi di carrozze ;-) ) quindi non mi dilungo e passo subito a spiegare cosa immagino accadrà all’e-book come testo scolastico e, soprattutto, cosa c’entra il portafrusta -) .


C’entra, perché credo vi siano buone probabilità che il testo scolastico (con o senza il prefisso e-) possa fare la fine del portafrusta, accessorio indispensabile nelle carrozze a cavalli ma, ahimé, tristemente -) scomparso sulle nostre moderne autovetture.


E’ noto come le carrozzerie delle automobili siano derivate (lo dice il nome..) dalle carrozze a cavalli: dai primi tentativi che oggi ci fanno sorridere fino ai futuristici prototipi odierni. L’evoluzione è stata così ampia che difficilmente si potrebbe riconoscere in una moderna auto l’antenata carrozza!


Mi sembra che per il libro di testo la situazione sia simile: nella scuola di ieri e di oggi il testo scolastico era (è) un "accessorio" irrinunciabile, un pilastro istituzionale, un feticcio onnipresente (esistono libri di testo anche per educazione fisica, ho scoperto l’anno scorso, è il caso di dirlo, … a mie spese!). Si narra di insegnanti che non vogliono "adottarlo" e si trovano assillati da Dirigenti e genitori preoccupati.. Della prof che sussurra di nascosto ai genitori …non comprare il libro da lei stessa "consigliato" (sublime escamotage italico!).


Ebbene, se e quando questa carrozza a cavalli che è oggi la nostra scuola diventerà automobile, é probabile che possa fare a meno del portafrusta-libro di testo!


Se e quando avremo sempre più insegnanti che


Le scienze preferisco "farle" in laboratorio, con i questionari e poi con la descrizione dell’esperimento ecc. senza assolutamente interrogare per farmi ripetere quello che ho detto e che ho già letto sul libro (mi è sempre sembrato tempo perso!) (Paola Barni)



e altri che


Distribuisco liberamente i miei materiali (appunti, ipertesti, mappe), ma uso come materiale didattico anche i llavori in formato digitale degli alunni degli anni precedenti. Insegno anche Scienza dei materiali e, soprattutto per i materiali innovativi (di cui nn c’è traccia nei libri che non riescono ad inseguire le novità introdotte), uso un gruppo in internet in cui insieme agli alunni seleziono link e materiali.
(Giuseppe Pietro Sciolla)



Se e quando non sarà necessario dire a questi innovatori (loro sì) "ma come siete bravi!", perché la loro eccezionale bravura sarà ormai normalità;


se e quando avremo


un tipo di scuola in cui al centro ci sia lo studente, non il libro di testo, in forma cartacea o elettronica che sia.
(Francesco Leonetti)



Se e quando l’evoluzione avrà fatto il suo corso, ci accorgeremo forse che il libro di testo, cartaceo o digitale, non è, semplicemente, appropriato per quella nuova "cosa" che sarà la scuola del futuro. Risulterà anacronistico come sarebbe il portafrusta sulle nostre automobili.


Ma nel frattermpo, oggi, che succede? L’evoluzione non procede forse per piccoli passi? L’e-book odierno non potrebbe forse rappresentare uno degli anelli della catena evolutiva?


Può darsi che sia così!  Pur scettico, voglio lasciare uno spiraglio a questa eventualità, riservandomi di rivedere il giudizio.


Tuttavia, quello che più mi aspetterei, oggi, dalla politica per la scuola non sono le solite frettolose circolari ma interventi strutturali e incentivi per far decollare, supportare e accelerare questa evoluzione, e anche (soprattutto!) per rendere "ordinariamente bravi" quei colleghi che oggi lo sono "eccezionalmente" (e meno male, comunque, che ci sono -) ).


Perchè è ovvio che anche gli insegnanti cambieranno: dovranno farlo. Il loro ruolo non potrà più essere quello di oggi e il binomio docente-libro di testo probabilmente non funzionerà più (e qualche spunto suggestivo viene dalle "metafore per gli educatori" di George Siemens).


Insomma, non ci servirà più il portafrusta, ma qualcuno dovrà pur inventare l’autoradio!!!



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